Talia Urso Psicologa
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Psicoterapia

Cooperazione in psicoterapia

cooperazione

Il sistema cooperativo è una componente essenziale per il buon funzionamento di una psicoterapia.

Si tratta di un sistema motivazionale interpersonale, che ha come scopo raggiungere un obiettivo condiviso. All’interno della relazione terapeutica, la cui diade è composta da terapeuta e paziente, questo scopo è il benessere psico-fisico del paziente. Comprendere ed abitare bene i sistemi motivazionali è sicuramente un vantaggio evolutivo e per la mia esperienza in psicoterapia è anche una buonissima marcia in più per lavorare sull’alleanza terapeutica e permettere una puntuale ricostruzione del funzionamento della persona. 

I sistemi motivazionali interpersonali

Vediamo insieme cosa e quali sono i sistemi motivazionali e da che scopi sono guidati, per capire la teoria evoluzionistica che sta dietro all’alleanza terapeutica.

I sistemi motivazionali interpersonali (SMI) sono motivazioni innate che guidano il comportamento all’interno delle relazioni umane. Si sono evoluti in quanto elementi che aumentavano le probabilità di sopravvivenza e riproduzione e continuano ad attivarsi automaticamente in risposta a specifici contesti relazionali.

Esistono diverse motivazioni che guidano il comportamento di un individuo:

  1. Attaccamento: ha lo scopo di ottenere protezione e sicurezza in situazioni di vulnerabilità, quali malattie, stress esterni o interni, situazioni spaventose o difficili. L’attivazione dell’attaccamento permette di chiedere aiuto e fare riferimento ad una figura percepita come sicura e competente.
  2. Accudimento: ha lo scopo di proteggere chi è vulnerabile, bambini, anziani o persone fragili fisicamente o emotivamente. Permette di rassicurare, offrire aiuto e protezione.
  3. Rango (agonistico): ha lo scopo di definire la posizione gerarchica all’interno di un gruppo. Si attiva quando c’è competizione per risorse limitate nell’ambiente, potere, status. 
  4. Cooperativo: serve a collaborare per raggiungere un obiettivo condiviso. Gli individui collaborano quando percepiscono gli scopi maggiormente raggiungibili con un’azione congiunta, per esempio il bambino che indica con il dito e l’adulto che volge lo sguardo e condivide l’attenzione sull’oggetto. 
  5. Sessuale: ha lo scopo di creare un legame di coppia e aumentare le chance di riproduzione. Si attiva non solo per variabili interne, come estro negli animali, assetti ormonali nella specie umana, ma anche da segnali esterni come seduzione da parte di un conspecifico. 
  6. Gioco: ha una funzione evolutiva fondamentale, permette di esplorare l’ambiente in sicurezza, sviluppare competenze cognitive, emotive e sociali, sperimentare ruoli e comportamenti senza conseguenze reali e rafforzare il legame tra pari.
  7. Affiliazione: soddisfa il bisogno di appartenenza ad un gruppo sociale, favorisce la coesione e la creazione di legami.

Il sistema motivazionale cooperativo

In questo articolo voglio focalizzarmi sull’importanza del sistema cooperativo, poiché è alla base di una buona alleanza tra terapeuta e paziente, elemento imprescindibile per un lavoro psicoterapeutico.

L’alleanza terapeutica va creata, consolidata e riparata tutte le volte che si rompe. Sì, perchè può succedere e succede molto più spesso di quello che si possa pensare, in terapia avvengono fratture dell’alleanza che possono compromettere il buon esito del percorso. Attenzione, non è la rottura in sé a creare un problema, ma piuttosto l’impossibilità di ripararla o l’intervento non tempestivo del terapeuta per porvi rimedio.

Quando il sistema cooperativo è attivo, il clima in seduta è disteso, il paziente è aperto e collaborativo e discute con il terapeuta strategie ed obiettivi. Ciò non significa che non ci sia dolore, sofferenza o emozioni attivanti quali rabbia, tristezza, delusione, impotenza. Significa che le emozioni, anche se dirette al terapeuta, non interferiscono con l’alleanza. Ma, se si verifica una rottura, per esempio il paziente non si sente capito o si sente giudicato ecco che repentinamente può cambiare il mood della seduta. Dal sistema cooperativo si può shiftare su un sistema agonistico, ma anche sull’attaccamento o sull’accudimento. La responsabilità di riparare le fratture terapeutiche è appunto del terapeuta, ma può essere un processo tutt’altro che facile. Spesso richiede di mettere in atto le ODI, Operazioni di Disciplina Interiore, che servono al terapeuta per regolare l’attivazione di emozioni forti, che potrebbero interferire con la riparazione, e ritornare su un assetto cooperativo.

Ci sono terapie dove mi piace dire che “C’è un po’ di alleanza in questa frattura terapeutica” ovvero che le rotture sono così frequenti e intense, che si sente poco il clima collaborativo. Ma, personalmente, ho imparato a non farmi sconfortare da questo e osservarlo in un’ottica costruttiva e ricostruttiva del funzionamento della persona che ho davanti. Creare una alleanza forte e stabile è un lavoro, a volte lungo e intenso, ma anche molto soddisfacente su un piano professionale e personale.

Spesso, poi, accade che le rotture dipendano dalla riattivazione di schemi interpersonali del paziente, all’interno dei quali prende parte anche il terapeuta, non per propria scelta. Si tratta di un evento frequente in terapia, che richiede anch’esso attenzione e lavoro di squadra.

La complessità del lavoro “dietro le quinte” fatto in psicoterapia è ciò che distingue una chiacchierata tra amici, il conforto di un parente, da una relazione terapeutica solida e sicura, all’interno della quale la persona si senta capita, accettata e aiutata a raggiungere i propri obiettivi. Quando la cooperazione è attiva, la terapia può essere anche molto veloce o più gradevole da abitare, poiché la sensazione di essere soli di fronte alle difficoltà lascia spazio ad una sensazione di sicurezza, dove il terapeuta è lì per te, con la voglia genuina di fare squadra. 

Bibliografia

Liotti, G., Fassone, G., & Monticelli, F. (a cura di). (2017). L’evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali. Teoria, ricerca, clinica. Raffaello Cortina Editore

Safran, J. D., & Muran, J. C. (2003). Teoria e pratica dell’alleanza terapeutica. Laterza

Talia Urso Psicologa Psicoterapeuta

Luglio 22, 2026/da Talia Urso
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